Dal 3 giugno Gemma sospende il servizio condono del Comune. Un rischio letale per le casse dell’Amministrazione
Mercoledì, 26 Maggio 2010“La vicenda di Gemma Spa è lo specchio della parabola della Giunta Alemanno. Questa mattina, nel corso dell’audizione della società e dei sindacati, alla presenza dell’assessore Corsini, abbiamo appreso ufficialmente che in data odierna l’azienda ha formalizzato con lettera la decisione di sospendere il servizio del condono il prossimo 3 giugno”. E’ quanto dichiarano in una nota congiunta i consiglieri del Pd al Comune di Roma, Massimiliano Valeriani, Alfredo Ferrari e Maurizio Policastro. “Questa decisione - proseguono i consiglieri del Pd - è la conseguenza del blocco dei flussi di pagamento da parte del Comune di Roma. A detta dell’assessore Corsini, l’operato dell’azienda è soddisfacente, ma parte dell’amministrazione però non condivide. In questa strana guerra di posizione, gli unici a rimetterci sono i lavoratori che non prendono lo stipendio e rischiano di perdere il lavoro, e, altrettanto grave, è il disagio arrecato alla collettività per le difficoltà a gestire il servizio del condono”. “Sindaco, dove sei? - concludono Valeriani, Ferrari e Policastro - Sarebbe opportuno che stavolta Alemanno decidesse di mettere un po’ d’ordine dentro la sua stessa maggioranza e provasse a risolvere i problemi. Dopo aver più volte garantito ai sindacati un confronto, senza poi averlo fatto, almeno stavolta mantenga gli impegni. Convochi immediatamente tutti i soggetti coinvolti per provare a scongiurare il rischio paventato per il 3 giugno. Ricordiamo al sindaco che, in questa fase drammatica per le finanze comunali, il blocco di questa parte dell’amministrazione può essere letale”.


27 Maggio 2010 alle 10:45
Con un pò di logica si può pensare che quanto minacciato da Rubeo è quantomeno infattibile. Il Condono non appartiene mica a Rubeo ? Caso mai si può sospendere la lavorazione delle pratiche di condono, cosa già fatta lo scorso anno per mesi, con ripetuti scioperi da parte dei lavoratori. Ora invece di scioperare i lavoratori sciopera l’azienda. Se non lo sapesse, ci sono lavoratori di Gemma che vanno a lavorare di domenica anche se non stanno prendendo lo stipendio. Non si capisce adesso, a chi appartiene la responsabilità di tutta questa situazione. Che fine hanno fatto e che fine fanno i soldi che il Comune paga a Rubeo ? Sarebbe ora di andare a fondo su questa persona piuttosto che sulle responsabilità di Alemanno e i suoi ? Mesi fa i lavoratori di Gemma chiesero addirittura all’amministrazione di bloccare il pagamento delle fatture a Gemma spa (alla persona di Rubeo), perchè erano sicuri che quei soldi sarebbero spariti come al solito.
Se non lo avesse notato, questa volta come strumento di ricatto non ha nemmeno utilizzato il ramo d’azienda in affito a Roma Entrate. Forse perchè ha capito che non è così facile come sembra ! Forse perchè lo ha già fatto parecchie volte (come dimostrato anche da parecchi comunicati su questo blog).
Questa volta vuol colpire direttamente il Comune di Roma, e mi sorprende il fatto che il Comune glielo lasci fare. Sono decenni che questo personaggio fa quello che vuole !
Rubeo è un personaggio ambiguo, gradito al tempo di Rutelli, poi di Veltroni e ora sembrerebbe anche di Alemanno. Ma che sono tutti masochisti ?
Qualcuno lo fermerò, o meglio, qualcuno lo può fermare ?
La invito a pubblicare questo mio messaggio.
Distinti saluti.
1 Giugno 2010 alle 14:54
e per tutti i collaboratori a progetto? che fine faranno?Io sono ben 5 anni che lavoro con un contratto a progetto continuativo per questa società ho 4 figli da crescere e sono in ansia anche perche lavoro solo io e l’ultima mia figlia è nata con una malformazione celebrale. Perche noi non siamo tutelati? Io in 5 anni non ho mai avuto assegni familiari, ferie, malattie,permessi e non ho neanche usufruito della legge 104 per portare mia figlia a fare fisioterapia ed ora mi trovo ad affrontare dopo mille promesse fatte dalla società la perdita del posto di lavoro senza poter dire o fare qualcosa.Sindaco la prego mi aiuti. Alessandro Malasomma
1 Giugno 2010 alle 21:51
Cara Simona o Alessandro -ma il nome poco importa quando si vive sotto il peso di una preoccupazione grande come la sua- penso che di sconquassi nel mondo del lavoro ce ne sono ormai davvero troppi. Non posso non ripondere alla sua dolente nota, ne posso naturalmente sottrarmi alla parte della colpa che anche noi del PD possiamo aver avuto nel permettere che contratti di lavoro precari potessero protrarsi per un tempo cosi infinito. Per quello che può servire davvero mi dispiace. Ma certo nel suo caso la crisi economica e la precarietà contrattuale centrano molto poco. Gemma SpA è una società che va ancora. Una società che eroga un servizio di cui il cittadino di Roma ha ancora bisogno ed il Comune di Roma pure, viste le entrate che tale servizio ad esso porta. Lei fa bene a pregare il Sindaco di aiutarla, perchè ad oggi è proprio la mancanza della sua figura che fa più male. Fa più male a lei e alla città, poichè la sua inadeguatezza non riguarda solo gli esistenti problemi del Paese, magari di difficile soluzione, ma ne genera di nuovo di problemi, anche in società che non sarebbero in crisi, come Gemma SpA. Così come è Stato per molte altre società che fanno riferimento al Comune di Roma.
Capisco che questo non può certo rassicurarla, ma per quanto mi riguarda io continuerò la battaglia che già da mesi mi vede personalmente coinvolto. Insieme all’opposizione faremo di tutto per richiamare questa Giunta alla sua responsabilità principe: decidere.
Le auguro molto, e la esorto al coraggio, noi ci siamo.
A presto.
Massimiliano.
6 Luglio 2010 alle 07:16
Sono un lavoratrice di Gemma, (ufficio condonto) da tre mesi non ercepiamo lo stipendo, ci fanno promesse su prosemme, l’ultima e’ che l’accredito sarebbe stato fatto venerdi, ma chi ci crede? siamo stanchi e oltretutto il rientro all’ufficio condono si fa sempre piu’ lontanto. Oggi pomeriggio alle ore 18.30 si terra’ in campidoglio una riunione per la nostra definizione con l’assessore Leo e intanto escono sui giornali articoli sempre piu’ gravi e qualificandoci tutti come dei corrotti e questo non e’ vero, la giunta Allemmanno se ne deve andare a casa in quanto sono stati proprio loro ad stracciare il contratto con Gemma (contratto assurdo)
6 Luglio 2010 alle 10:08
Dal 3 giugno è passato oltre un mese e non si sono visti nè stipendi nè spiragli di soluzione dei problemi dei lavoratori di Gemma, quindi vorrei esprimere alcune considerazioni, in particolare riguardo alla posizione del Comune di Roma e della giunta Alemanno. Infatti, premesso che non mi risulta che la Finanziaria sia stata ancora approvata, la scusa del Comune di Roma che non può assumere i dipendenti di Gemma per la norma contenuta nella finanziaria appare assolutamente pretestuosa e irrilevante, una scusa, insomma, dietro cui nascondere una mancanza di volontà di risolvere la situazione. Infatti, se davvero ci fosse l’impegno e la volontà politica del Comune, avrebbe già potuto riasssumerli, e SUBITO, senza incorrere in alcuna violazione di legge, anzi, se volesse, sarebbe il caso che si sbrigasse a farlo, visto che ogni legge NON ha valenza retroattiva.
6 Luglio 2010 alle 11:30
anche io sono una lavoratrice di gemma srl, si è cambiata da spa a srl cosi ha meno problemi a licenziare e non pagare le nostre spettanze. ma noi che fine faremo? abbiamo lavorato per anni e nessuno ci ha mai insultati cosi, vogliamo riprendere a lavorare sia perchè ne abbiamo bisogno noi ma anche perchè il comune di Roma e i cittadini hanno bisogno di noi.siamo stati pazienti per troppo tempo ed è ora che qualcuno cominci a prendersi le proprie responsabilità nei confronti dei lavoratori e non pensare sempre ai vostri interessi. è ora di dire basta e ricomiciare a lavorare seriamente!
6 Luglio 2010 alle 14:05
Anch’io sono un lavoratore precario GEMMA (ufficio Condono). Sono passato di società in società, tutte di proprietà di Rubeo (EXPLORO, ITALECO, GEMMA) conservando il mio stato di precarietà per 5 anni (una marea di contratti a progetto e due a tempo determinato). Ho visto assumere, davanti a me, colleghi su colleghi: ma io non ho nessun santo in paradiso e posso giocarmi solo la carta della professionalità e dell’impegno, che modestamente non ho mai lesinato. Devo ancora avere, da Rubeo, 3 stipendi del 2005, 2 stipendi del 2006, ed ora questi ultimi 3 stipendi del 2010 (oltre ai vecchi versamenti INPS mancati) e sono alla fame. Gli stipendi più antichi non li ho mai potuti neanche richiedere sottovoce perchè sono stato sempre sotto il ricatto del contratto precario a termine: richiedendo lo stipendio dovuto, avrei messo in seria discussione i rinnovi dei miei miseri contratti.
Tutti i miei colleghi che hanno interrotto il rapporto con la società hanno potuto chiedere e ottenere velocemente i loro compensi, giustamente dovuti per il lavoro svolto, ma bisognava interrompere il rapporto lavorativo.
Possibile che non ci si rende conto del disastro che hanno portato queste forme contrattuali? Anche se non volessimo parlare di problemi di diritto, di umanità e giustizia sociale, non ci si rende conto che tale precarietà ferma l’economia? Io, ad esmpio, mi guardo bene dallo spendere 1 centesimo in più del mio fabbisogno di sopravvivenza, poichè sono costretto a vivere alla giornata, alla rispettabile età di 52 anni!
Ebbene, questo non va contro i principi di un sistema liberale come il nostro, basato sul consumo?
Le assicuro che sono una persona di modestissime pretese e non mi lamento delle mie "mancanze" superflue a livello consumistico. Sono capacissimo a vivere bene in clima di austerità.
Ma mi preoccupo solo perchè mi vengono a mancare i più elementari beni per la sopravvivenza (cibo, casa, assistenza medica)e un minimo di continuità lavorativa.
Ora, il mio contratto temporaneo a Gemma scade a settembre: riusciranno i nostri eroi a risolvere la questione occupazionale prima di tale scadenza? o sarò tagliato fuori?
E’ una situazione insostenibile: spero solo che i sindacati, al tavolo delle trattative, riescano a convincere chi di dovere (chi è di dovere?) a ricollocare TUTTI i lavoratori, e che diano una voce anche a noi precari. Perchè noi siamo più deboli e vulnerabili rispetto agli altri lavoratori, che sono molto più forti e garantiti, sembra assurdo dirlo ma è così. Eppure anche noi, parimenti a tutti gli altri lavoratori, abbiamo diritto ad avere un posto di lavoro per sopravvivere, dopo anni e anni di gavetta.
Ed è incredibile constatare come i "ricchi" al giorno d’oggi siano quei lavoratori che possono vantare un posto di lavoro un po’più stabile, che possono vantare diritti legali, ammortizzatori sociali, assistenza, etc etc. Questa è diventata la vera ricchezza.
L’Italia è divisa in due: i lavoratori precari, gli invisibili, i disperati, i non tutelati, coloro che non hanno dignità, non hanno voce e non hanno difese. E i lavoratori con le antiche tipologie di contratto.
E sono due realtà che convivono sotto lo stesso tetto.
Una volta le differenze tra le classi sociali erano quelle dovute al reddito e alla tipologia di lavoro: il lavoro sporco e faticoso dell’operaio, e quello pulito e "di concetto" dell’impiegato. Oggi, pur sopravvivendo ancora questa divisione, troviaamo una maggiore iattura tra le due forme contrattuali dette pocanzi: i precari e non precari.
Mah… Così va…
Però mi piacerebbe che concretamente si facesse qualcosa per cambiare questa situazione: detto in maniera semplicistica (non sono un economista)in un momento di crisi economica come questo, forse preferirei che fosse distribuita meno "ricchezza economica" e più "stabilità lavorativa", più diritto, più equità, perchè questa è la vera richezza in una società evoluta: dignità, diritto e un futuro un po’ più tranquillo e la certezza di uno stipendio, anche se minimo. (Ah, dimenticavo: tra parentesi non avrò neanche la pensione di anzianità: non ho maturato e non maturerò i 20 anni minimi per avere diritto alla pensione: sempre per la precarietà dei miei contratti passati).
7 Luglio 2010 alle 16:20
Cari lavoratori di Gemma,
cosa si può rispondere alle vostre accorate mail senza rischiare di perdersi nel mare delle promesse non mantenute cui ci ha abituato questa Amministrazione. Come si può non dare ragione a chi dice di essere stanco delle promesse su promesse, degli insulti, delle libertà ridotte dal ricatto del rinnovo del contratto a tempo determinato.
Posso solo ribadire e confermare tutto il mio determinato impegno nello spingere dalla mia postazione la vertenza Gemma verso una soluzione definitiva. L’ho fatto in passato e lo farò ancora. Rimango comunque preoccupato del diffondersi di situzioni di crisi in tutte le aziende che in modo diverso fanno riferimento al Comune di Roma. Anche per loro riverseremo un impegno senza sconti.
Il vostro dramma inoltre rischia di rimanere all’ombra di altri drammi del lavoro ancora più vasti, quelli di livello nazionale, quelli prodotti da questa crisi pesante. Certo che nel vostro caso è però ancora più odioso rilevare, come quelli in altre società del Comune di Roma, che la crisi economica non c’entra affatto. Voi come altri lavoratori vivete sulla pelle l’incapacità di questa Giunta di destra di gestire anche la più piccola azienda di servizi primari a redditività garantita.
Che dire, staremo a vedere. Queste ultime settimane di Consiglio Comunale saranno dure, insieme dobbiamo rammentare ad Alemanno e a i suoi Assessori gli obblighi e le responsabilità che hanno anche nei vostri confronti.
A presto.
Massimiliano.