Assessore Valeriani, nel Forum di Repubblica dopo il caso dei villini del primo Novecento a rischio demolizione e ricostruzione, costruttori romani, associazioni ambientaliste e architetti hanno ribadito: per applicare la legge sulla Rigenerazione urbana servono tutele certe e regole sicure.

“La vicenda dei villini” risponde il nuovo responsabile dell’Urbanistica alla Regione “non è un effetto imputabile alla legge sulla Rigenerazione Urbana, ma a quella precedente del Piano Casa approvato dall’Amministrazione Polverini”.

Però il fenomeno rischia di ripresentarsi con le nuove norme. Alcuni dicono: si abolisca l’articolo 6 che prevede demolizioni e ricostruzioni senza che il Comune possa intervenire.

“La legge assegna ai Comuni un potere di controllo e di vincolo sulla sua applicabilità con gli articoli 3 e 4. Cioè consente alle singole amministrazioni, attraverso gli ambiti, di definire quali sono le aree della propria città dove è possibile applicare la legge. Ancora più esplicitamente: con una delibera di Consiglio si può decidere dove si possono fare gli interventi e dove no”.

E il Comune di Roma ha deciso i suoi ambiti?

“No, per l’applicazione della Rigenerazione Urbana non è stato fatto”.

Quando scade il termine?

“La legge prevedeva un anno, ma la scadenza, che è a luglio, non è perentoria”.

Nel frattempo invece i costruttori possono fare richieste che devono essere approvate anche nei quartieri storici.

“Ma in questo caso il Comune può utilizzare anche altri strumenti, come la Carta della Qualità, che non è stata aggiornata ogni due anni, come prevedeva il Piano. Poi c’è la Commissione per il Decoro che ha tra i suoi poteri quello di esprimere un parere vincolante sul patrimonio storico e urbanistico”.

Sulle tutele c’è un rimpallo di responsabilità tra Comune e Regione. Come chiarire la questione?

“Noi siamo disponibili a un tavolo con il Campidoglio, così come con tutti i 378 Comuni del Lazio per dare certezza sulle regole e trovare soluzioni adeguate”.

C’è chi propone un nuovo patto tra imprenditori e politica per fornire case e servizi migliori soprattutto nella grande periferia di Roma.

“Daremo il nostro contributo. Avvieremo contatti con tutti gli operatori del settore per capire qual è la strada da intraprendere. Sapendo che l’obiettivo prioritario di questa nostra esperienza regionale sarà quello di dotare il nostro territorio di un Piano paesaggistico di valorizzazione ambientale, che manca da troppi anni e che può rappresentare un elemento di certezza e di sviluppo ordinato dei nostri territori”.

Dal Forum è arrivato un appello: rispettiamo i quartieri storici, da San Saba al Trieste, dal Salario al Pinciano e a tanti altri dell’espansione otto-novecentesca. Non potreste inserirli definitivamente nel nuovo Piano paesaggistico?

“Il Piano è stato adottato dalla Giunta, ma ora dovrà essere approvato dal Consiglio regionale. Mi impegno a portare alla Pisana il Ptpr, con un percorso condiviso con le forze politiche e sociali, insieme ai Comuni, per dotare il Lazio di uno strumento di tutela e di promozione dei nostri territori, che dia regole chiare agli operatori, alle amministrazioni e ai cittadini”.